Il Museo

 

Il Museo “Renato Brozzi” trae origine dalla donazione dell’artista, pervenuta al Comune attraverso una certa quantità di scatole e scatoloni, in cui i numerosi pezzi della collezione erano stati stivati secondo un ordine tipologico-tematico.

Traducendo quest’origine in termini spaziali, il sistema delle scatole si è trasformato in una serie di ambienti, ciascuno caratterizzato da una propria tematica. La sequenza è, in linea generale, cronologica e tematica, ma temi e contenuti sono spesso sovrapposti.

Al pianterreno, riservato ai servizi di biglietteria e bookshop, è stato ricavato uno spazio espositivo che ospita opere di particolare emergenza (quali il modello in gesso della Cerva del Porto di Rodi ed il ritratto di Brozzi ad opera di Amedeo Bocchi).

L’esposizione al primo piano ospita le opere degli esordi: gli studi della formazione (condotti a Parma e a Roma, alla Scuola dell’Arte della medaglia annessa alla Regia Zecca); i disegni preparatori ai primi sbalzi di ispirazione classico-rinascimentale o floreale; le placchette decorative (filone artistico in auge in quegli anni nelle moderne scuole di cesello e sbalzo); e, più in generale, l’animalistica, trattata in modi e forme diverse, dalla piccola statuaria di arredamento al gioiello, all’aulica stilizzazione delle coppe e dei trofei, la cui interpretazione asciutta, schematica, fortemente decorativa, legherà inevitabilmente l’artista, a un certo punto della sua carriera, a Gabriele D’Annunzio.

L’esposizione al piano superiore ospita prevalentemente opere che appartengono alla Gipsoteca (gessi), divise in tre ambiti distinti, che segnano altrettanti momenti della produzione artistica di Renato Brozzi: il lavorìo segreto del suo laboratorio, la produzione monumentale (di ispirazione eroica, religiosa o cimiteriale), il rapporto privilegiato con Traversetolo.

 


Renato Brozzi a Traversetolo

Renato Brozzi mantenne con il paese natale un legame sempre intensissimo anche durante i lunghi anni romani. All’Amministrazione comunale si devono infatti l’assegnazione di un sussidio per il trasferimento del giovane artista a Roma nel 1907; la concessione in uso alla sua famiglia di alcune stanze al secondo piano del Palazzo Municipale nel 1909, dopo la morte del padre; l’offerta di una cappella nel locale cimitero nel 1939.

Per le vie del centro è possibile ammirare alcune delle sue opere, realizzate da lui direttamente o sotto la sua supervisione.

 

 

 

E’ possibile scaricare sul proprio smartphone una audio guida in lingua italiana e inglese che consente di effettuare il percorso.

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Renato Brozzi a Parma